Acqua di rubinetto oppure acqua imbottigliata? La scelta di un modello di vita
Può sembrare una scelta banale, ma non lo è. La scelta risponde a mio avviso ad un modello fondamentale di vita: mi adatto io all’ambiente oppure adatto l’ambiente a me?
Quando io vivo nella mia città o mi sposto posso fare due scelte: adattare i miei gusti al luogo, bere quindi l’acqua locale di rubinetto oppure portare il mio gusto con me e scegliere l’acqua di bottiglia in commercio, e magari, come per tutti prodotti indotti dalla pubblicità, acquistare quello al quale sono affezionato. Nel primo caso è chiaro che mi adatto io all’ambiente, sono pronto a sacrificare il mio gusto al luogo, alla terra madre, nel secondo invece è l’ambiente che deve adattarsi ai miei gusti.
Si tratta di una filosofia di vita: accettare ciò che sia ha e che sicuramente è sufficiente alla vita, anche se non il massimo rispetto alle mie pretese, oppure ricercare sempre e comunque l’appagamento dei miei gusti, delle mie esigenze. In definitiva non esagero se dico che ancora una volta, come per molte altre nella vita, si tratta di scegliere tra altruismo ed egoismo. Altruismo in senso ampio vuol dire pensare alle mie azioni ed ai miei bisogni in funzione del bene altrui e di quello collettivo. Egoismo invece significa soddisfare i miei bisogni senza tener conto delle ricadute sull’altro e sulla collettività. Si tratta quindi di un modello di vita, di un’educazione al senso della comunità. D’altronde credo sia inutile oggi rimarcare come nei modelli di vita consumistici e non rispettosi dell’equilibrio terra-abitante, si nasconda quell’egoismo tipico che è fonte di divisione tra uomini e popoli: tra chi ha e chi non ha, tra chi può e chi non può. Il tutto poi è aberrante quando l’educazione all’egoismo è spacciata come grado di assoluta libertà di scelta. Ti dicono: puoi scegliere l’acqua che ti piace perchè sei un uomo libero, puoi essere parte attiva del libero mercato, sei un consumatore, puoi condizionare la concorrenza e migliorare l’offerta, etc. etc! Mai affermazioni furono più false. Quale libero mercato! Chi decide quale acqua farti bere? Chi decide dove fartela trovare e quanto fartela pagare? Poche persone, pochissime: manager di potenti lobby finanziarie ed economiche che forse sono lontani da te anni luce! Ti “annacquano” il cervello con pubblicità martellante, t’illudono che puoi parlare con gli uccelli, oppure che ti lavi dentro e diventi bella fuori, etc. etc. Banalità, altro che libertà! Questi ti bevono il cervello!
Da cristiano (con tutte le mie debolezze e poco cattolico) mi chiedo dov’è finita quella radice popolare della chiesa dei popoli e della terra, così ben rappresentata dal santo d’Italia? Cosa avrebbe detto oggi San Francesco, vedendo sorella acqua e madre terra, soggette alle logiche dell’egoismo quotidiano, dove nessuno è pronto ad adattarsi? Dov’è la chiesa in tutto questo? Perché non scende in campo? Non è forse un valore etico e religioso l’adattamento dell’essere verso la terra, rispetto al condizionamento di madre terra alle logiche del mercato? Perché non si leva una voce di dolere per questo stile di consumismo che distrugge ed alimenta egoismo? Gesù, avrebbe mai bevuto acqua imbottigliata rispetto a quella di sorgente? Credo che avrebbe distrutto il tempio delle acque e pure le bollicine di sodio in libera uscita!
Alberto De Monaco
(Comitato Acqua Pubblica Aprilia)
albertodemo1@inwind.it
