Acea, il braccio armato di Suez
La decisione dell'antitrust sull'accordo Acea-Suez in Toscana è, senza dubbio, storico. Non è la multa di 8,3 milioni di Euro a preoccupare Acea, ma lo stop imposto dall'Autority alla strategia di conquista dell'Italia delle due multinazionali dell'acqua. Vale forse più della moratoria.
Le 66 pagine del disposivo dell'antitrust sono di per se un documento storico, dato che è la prima volta che viene fatta luce sullo scellerato piano di conquista della nostra acqua. Ed è un lungo atto di accusa al potere DS-Margherita sui beni comuni, perché, non dobbiamo dimenticarlo, Acea è per il 51% del Comune di Roma. Se la creazione della SPA e l'apertura al capitale privato è avvenuto con la coppia Rutelli/Lanzillotta, l'accordo con Suez è stato - di fatto - siglato da Walter Veltroni, che, due giorni fa, annunciava con entusiasmo i nuovi piani di espansione di ACEA in Toscana.
"Obiettivo: utilizzare Acea come ‘braccio armato’ di Suez per l’acqua in Italia" è quanto si legge su un documento che ha circolato nel 2003 tra i dirigenti di Suez Ambiente. E' solo un piccolo pezzo del complesso puzzle ricostruito dall'antitrust, che ha analizzato con cura centinaia di documenti "rinvenuti" nelle sedi delle due multinazionali dell'acqua e dell'energia. La strategia è chiara: Suez ha bisogno di controllare Acea, attraverso una solida partership, fatta di accordi taciti di non concorrenza, di acquisto di azioni e di scambio di Consiglieri di Amministrazione. Fabiano Fabiani entra così nel CdA di Suez Ambiente e Chaussade entra nel CdA di Acea. Un patto di sangue, fatto sulla pelle degli cittadini che si sono visti aumentare le bollette dell'acqua dopo l'arrivo del duo Acea-Suez.
Ed è proprio questo patto che l'antitrust ha censurato, colpendo al cuore il sistema acqua dell'asse Roma-Parigi.
Che succede ora? Probabilmente il PD farà finta di nulla, Acea farà ricorso, i giornali non ne parleranno. Servirebbe, invece, una presa di posizione forte. Sarebbe necessario, ad esempio, che il Sindaco di Roma chiedesse le dimissioni di Fabiano Fabiani, che si rivedesse l'alleanza con Suez, che si presentasse un piano chiaro con l'obiettivo immediato di una riduzione delle quote di Suez (e già che ci siamo anche di Caltagirone) in Acea. Ma la battaglia per l'acqua bene comune non sarà semplice e, come si dice, dagli amici mi guardi D-o.
