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Il Movimento dei Sem Terra denuncia il fallimento di Closednaghen

simbolo movimento sem terra Brazil

Rio de Janeiro, 5 gennaio 2010 - Editoriale di Brasil de Fato sul COP15
E' stata un disastro la 15ª Conferenza dell'ONU sui Cambiamenti Climatici, la COP -15, realizzata dal 7 al 18 dicembre, a Copenaghen, in Danimarca.

Perché sorprendersi di questo risultato, se le decisioni per salvare il pianeta dovevano essere prese proprio da coloro che sono i responsabili principali degli attuali disastri ecologici, che tendono ad aggravarsi, con conseguenze irreversibili, nel breve periodo?
Lo ha riassunto bene Naiodoo, direttore internazionale di Greenpeace, quando ha detto che la città di Copenaghen è stata teatro di un crimine climatico, con uomini e donne colpevoli, che fuggivano con vergogna verso l'aeroporto.

Le discussioni hanno riguardato le misure necessarie per impedire un aumento della Temperatura mondiale sopra i 2 gradi Celsius – oggi è salita di 0,7º Celsius.
Come misura urgente è necessario che i governi assumano l'impegno – e lo realizzino- di ridurre l'emissione di CO2 del 40% entro il 2020. Sono stati incapaci di fare questo accordo.

La prima constatazione è l'incapacità e la mancanza di credibilità dell'ONU nel condurre le trattative per arrivare a decisioni congiunte, superando gli interessi nazionali o privati.

Medesimo insuccesso ha avuto il tentativo dell'ONU per la riduzione delle armi nel pianeta.
I maggiori promotori e finanziatori delle guerre sono proprio i paesi più industrializzati, guidati dagli Stati Uniti d'America.
L'ONU si dimostra incapace di combattere i loro interessi e di stoppare i genocidi che aumentano la ricchezza di una minoranza e nutrono un consumismo irrazionale nei paesi ricchi.

Il Consiglio di Sicurezza, istanza massima dell'ONU, composto da cinque paesi con potere di veto – USA, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna – è un altro prodotto di questo sistema multilaterale originato dalla Seconda Guerra.
Non basta ampliare questo Consiglio con rappresentanti di altre 3 o 4 paesi-candidati – tra cui il Brasile – che desiderano fortemente un seggio in questo gruppo ristretto, pertanto antidemocratico. Si deve democratizzare la struttura di questo sistema, assicurando a tutti i paesi diritto di voce e di voto.

Il Sistema è fallito e, fino a quando non lo si cambia, continueremo a vedere rappresentazioni di teatro, come questa di Copenaghen, dove i leader dei paesi ricchi, contando sulla sottomissione di innumerevoli altri paesi, si sono detti preoccupati per i problemi che minacciano i popoli e il pianeta. E alla fine della rappresentazione teatrale, se ne sono scappati, svergognati, all'aeroporto.
La seconda constatazione del COP-15, è che non è sufficiente la diminuzione di emissioni dei gas che stanno provocando il riscaldamento del pianeta.
Si deve fermare la guerra dei paesi ricchi contro i paesi poveri per impadronirsi delle risorse naturali, della biodiversità e per imporre un controllo alimentare, che colpisce i processi di sviluppo di queste popolazioni.
La voracità dei governi e delle imprese transnazionali, per ottenere guadagni facili e rapidi, implicano politiche di ampliamento delle estese aree di monocultura, di deforestazione, imporre un modello di agricoltura industriale, l'uso intensivo di agro-tossici e di sementi transgeniche, l'utilizzazione di apparati repressivi, privati e governativi, ed un super-sfruttamento della mano d'opera, che in molti casi assomiglia a quello del periodo della schiavitù.

La continuità di questo modello economico significherà l'aumento della povertà, della fame, della scarsità di acqua, della perdita di biodiversità e dell'avvelenamento dei suoli, dell'aria, delle acque e degli alimenti.
É necessario combinare lo sviluppo di pratiche e modelli di vita che siano ambientalmente sostenibili con politiche che promuovano giustizia sociale, democrazia e distribuzione della ricchezza prodotta nel nostro pianeta.
E' impossibile che tali politiche siano dirette da quei capi di governo, svergognati, che sono fuggiti verso gli aeroporti.

Viene così confermato l'allarme lanciato dal teologo Leonardo Boff, parlando del COP-15: “fino a quando si manterrà il sistema capitalistico mondialmente articolato, sarà impossibile un consenso che metta al centro la vita, l'umanità e la terra e si prendano le misure necessarie per preservarla.”
Allarme rilanciato dal Presidente della Bolivia: “O superiamo il capitalismo o esso distruggerà la Madre Terra”

Le soluzioni dei problemi, il COP-15 lo ha dimostrato ancora una volta, non verranno da coloro che lucrano, con l'irrazionalità del sistema capitalista e la sua cultura consumista.
I contadini, tramite Via Campesina, esigono un radicale cambiamento del modello di produzione e consumo. E' necessario riorientare l'economia agro-esportatrice, promuovere la riforma agraria, rafforzare l'agricoltura famigliare e trattare il cibo come un diritto degli essere umani e non come una merce.

Già l'argentino Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel per la Pace, insieme con l'Accademia delle Scienze dell'Ambiente di Venezia - Italia, sta promuovendo una campagna per la costituzione del Tribunale Penale Internazionale per l'Ambiente.
La proposta mira a portare in tribunale e condannare le imprese e i governi che distruggono l'ambiente e colpiscono pregiudizialmente la vita dei popoli, riconoscendo che i danni ambientali sono crimini di lesa umanità.

La prossima riunione ministeriale sul Clima, organizzata dall'ONU, sarà a Città del Messico, dal 8 al 19 novembre 2010.
Speriamo che fino allora i movimenti sociali, più forti e organizzati, si facciano sentire.
O almeno non si chiudano le vie di accesso agli aeroporti, dove sono soliti fuggire questi leader svergognati.

Vedi: http://www.mst.org.br/node/8899

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