Comunicato di Medicina Democratica Napoli sulle vicende ARPAC
In questi giorni una bufera giudiziaria sta travolgendo la classe politica campana a tutti i livelli mettendo a nudo una verità che traspariva già da tempo nella realtà regionale : l’Agenzia Regionale per l’Ambiente non è mai servita a sorvegliare e difendere il bene comune di interese vitale –l’Ambiente – ma era nella migliore delle ipotesi un carrozzone elettorale assegnato prevalentemente ad un gruppo politico ma con logiche clientelari trasversali e nella peggiore una sede affaristica nella quale affluivano interessi e connivenze con la malavita organizzata.
L’allontanamento dal territorio regionale di una figura di spicco della compagine governativa locale come la presidente dell’Assemblea regionale, Sandra Lonardo –Mastella ,alla stregua di un capomafia -sta ad indicare la gravità della situazione ed i pericoli ad essa connessi.
La vicenda,al di là dell’esito finale sul piano giudiziario, è la prova provata che nelle condizioni date la vicenda rifiuti in Campania ,quella delle mancate bonifiche ,quella delle discariche abusive e quella della mancata applicazione dele normative contro l’amianto non potevano che avere l’esito che è sotto gli occhi di tutti: un disastro ambientale di proporzioni difficilmente calcolabili poichè gli organi preposti alla gestione ed alla sorveglianza avevano altro da fare che badare alla salute della gente .
Il fatto che le indagini, le denunce e la lotta contro l’inquinamento sia stata portata avanti dai comitati spontanei dei cittadini nel silenzio generale delle strutture istituzionalmente preposte è un elemento inquietante che pone seri interrogativi sul ruolo delle cosidette Agenzie per l’ambiente la cui creazione ,all’indomani della separazione dal settore sanitario ,oltre ad alimentare i fenomeni di malcostume non ha sinora dato alcun tipo di contributo al miglioramento delle condizioni ambientali ma anzi,alla luce di quel che emerge da fatti di cronaca, ha coadiuvato con una copertura legale o con una sorta di silenzio assenso allo strapotere del malaffare in settori come la gestione dei rifiuti.
La vicenda campana richiama il dramma della regione calabria nella quale la denucia di un pentito della ndrangheta ha dato corpo ai sospetti sull’inquinamento delle acque con le cosidette navi dei veleni.
Md Campania si chiede quante navi dei veleni ,sotto altre forme ,sono state seppellite nel sottosuolo della regione dai vari clan che hanno dominato il territorio in questi decenni se è vero,come è stato dimostrato,che gli animali al pascolo in alcune aree vanno incontro a strane morie e ,al di là del clamore preelettorale, nessuna autorità o parte politica realmente ne mostra l’interesse dovuto.
MD Campania inoltre si chiede quale ruolo ha avuto in questi anni quell’altro intricato sistema di potere delle AASSLL e quindi della sanità regionale nei mancati controlli ,nelle omissioni ,nei silenzi assensi che hanno consentito il via libera al saccheggio dell’ambiente e parallelamente il peggioramento dele condizioni generali di salute della popolazione .
La nostra gente che vede giorno per giorno l'aumento esponenziale dei casi di cancro attende risposte.
Paolo Fierro MD Napoli
