Tensioni internazionali
Viaggio nella questione palestinese attraverso le voci - 1/ La storia
“La storia contemporanea, è stato autorevolmente detto, è sempre politica proiettata nel passato, nel senso che viene scritta alla luce delle lotte politiche presenti. Ciò è particolarmente vero per quanto riguarda il conflitto palestinese…” questo è quanto scriveva negli anni Settanta, Massimo Massara, nella prefazione del suo libro “La terra troppo promessa”.
Viaggio nella questione palestinese attraverso le voci - 2/ L'apartheid
2. Il sistema di apartheid: " forse erigerai un muro, e un altro muro, e un altro ancora".
Dal 1977, il governo israeliano attuò una politica di annessione di fatto dei territori occupati militarmente nel 1967 e parallelamente una politica di segregazione demografica e discriminazione sociale.
Viaggio nella questione palestinese attraverso le voci - 3/ I bambini palestinesi
3. La privazione dei diritti dei bambini palestinesi: "forse priverai i miei figli del vestito della festa"...
Le vittime principali dell’occupazione e dell’assedio sono i bambini palestinesi.
Viaggio nella questione palestinese attraverso le voci - 4/ L'Intifada
4. La resistenza palestinese - " Resisterò. Resisterò. Resisterò..."
INTIFADA significa “scrollarsi di dosso”. La prima Intifada scoppia nel 1987, la seconda nel 2000.
Viaggio nella questione palestinese attraverso le voci - 5 / Le date
PALESTINA
3000 a.C. Civiltà dei Cananei
1300-1200 a.C arrivo di Israeliti e Filistei
597 a.C. distruzione del tempio da parte dei Babilonesi - primo esilio degli ebrei
539 a.C. Ciro il Grande di Persia sconfigge i Babilonesi e permette agli ebrei di tornare in Palestina
Alexandros, quindici anni, ribelle...
Tre colpi di pistola
prendendo la mira
così l’agente ha fatto il suo dovere
così il governo aveva detto
in crisi come il paese
corrotto come sempre
Dopo Saddam? (di Stefano Olivieri)
Sarà più martire da morto o lo sarebbe stato più da vivo, chiuso in un carcere ? Sarà più utile agli Usa, prima di disimpegnarsi dallIrak, aver almeno ucciso il tiranno di Bagdad, o questo servirà soltanto a far dimenticare che unaltra esecuzione è rimandata sine die, perché nemmeno si è riusciti ancora ad acchiapparlo il numero uno del terrorismo internazionale, il principe delle tenebre, vero responsabile della tragedia delle due torri?
CINQUE ANNI DOPO (di Stefano Olivieri)
Quel giorno che le due torri crollarono in diretta tv si disse subito che il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Infranto allimprovviso il mito dellinvulnerabilità del paese più potente, che prima di allora non era mai stato raggiunto né colpito sul proprio suolo dallostilità straniera, il mondo si sentì più debole. Colpita lAmerica al suo cuore pulsante quello degli affari nella sua metropoli più rappresentativa, lintero occidente si interrogò su come ripartire, da dove ripartire e per andare dove. Ma non ebbe il tempo di trovare una risposta perché Gorge Bush aveva già deciso per tutti quali erano i nemici da abbattere, la strategia da adottare, i tempi di rappresaglia.
Palestinesi bloccati in Italia da Israele/ Comunicato stampa
COMUNICATO STAMPA
VOGLIAMO TORNARE A CASA E SUBITO!
CI SENTIAMO OSTAGGI A ROMA!
Dal 24 luglio la compagnia folkloristica palestinese Sanabel, è bloccata a Roma ed I suoi componenti, giovani palestinesi di Gaza, non possono tornare nelle loro case a causa della chiusura del valico di Rafah da parte dell'esercito israeliano.
Non solo soldati. In Libano una Missione più civile. (Comunicato stampa della Tavola della Pace)
Comunicato Stampa
La Tavola della pace insiste: lItalia non rinunci alla componente civile, indispensabile e insostituibile
Non solo soldati.
In Libano una missione più civile.
Proposto un Difensore civico e un Corpo di pace civile europeo.
Per una forza civile non armata in Libano - Il documento della Rete Lilliput
All'attenzione del Comitato direttivo della Tavola
della Pace e di Flavio Lotti e Maria Grazia Bellini -
Coordinatori della Tavola della Pace
Dopo queste ultime settimane di guerra e dopo aver
partecipato alla delegazione in Libano di
organizzazioni della societa' civile italiana,
apprendiamo con piacere dell'invito all'incontro del
26 agosto ad Assisi.
L'Umbria ed Assisi torneranno ad essere grandi capitali internazionali del movimento per la pace e il dialogo (di Giuseppe Giulietti)
Ancora una volta, per lennesima volta, lUmbria ed Assisi torneranno ad essere grandi capitali internazionali del movimento per la pace e il dialogo. Qualche anno fa, grazie allinfaticabile e prezioso impegno di Flavio Lotti e dei suoi collaboratori della Tavola della Pace , una delle più riuscite edizioni della marcia Perugia-Assisi fu dedicata proprio al ruolo e alla funzione dellONU. Non a caso in quella occasione fu coniato lo slogan de "lONU dei popoli".
Ma questa guerra è la mia guerra...(di Alfonso Navarro)
Ottimo documento, quello di Lilliput sotto riportato.
Ma - a mio avviso - non mette in evidenza il punto decisivo. Di cosa stiamo parlando?
Di fermare una guerra esterna a noi o di opporci ad una guerra che e' anche nostra, a cui stiamo partecipando attivamente, di cui siamo complici diretti?
La guerra al Libano e la battaglia per il petrolio (di Michel Chossudovsky* - Global Research)
C'è forse una relazione tra il bombardamento del Libano e l'inaugurazione del più grande oleodotto strategico del mondo, che trasporterà oltre un milione di barili di petrolio al giorno ai mercati occidentali?
Virtualmente ignota, l'inaugurazione dell'oleodotto Ceyhan-Tbilisi-Baku (BTC), che collega il Mar Caspio al Mediterraneo Orientale, ha avuto luogo il 13 luglio, all'inizio dei bombardamenti israeliani in Libano.
Storia/ Destinazione Libano
Il Libano era la biblica 'terra del latte e del miele', e i conquistatori sono sempre stati attratti dalle sue abbondanti risorse naturali, dai porti sicuri lungo la costa e dalle enormi possibilità difensive offerte dalle alte montagne. Questo ha trasformato la storica popolazione in un susseguirsi di commercianti, trafficanti e saccheggiatori.
L'importanza del Libano nel conflitto per la distribuzione delle risorse idriche della regione / Tesi di laurea/ Laureanda: Beissan Al Qaryouti (da Paolo Rizzi)
Ciao a tutte/i ... le mie ricerche mi hanno fatto incontrare questa tesi di laurea sull'acqua in Medioriente. La presentazione è del 1999, ma i dati rimangono quelli anche se cambiano i capi politici.
Vi incollo sotto due paginette sul Libano, ma la tesi affronta tutto il territorio per un totale di circa 180 pagine.
Buona lettura.
Paolo Rizzi
Orazione in ricordo di Uri: noi abbiamo perso la guerra (di David Grossman)
Questo è il testo dell'orazione funebre pronunciata dalla scrittore israeliano David Grossman ai funerali del proprio figlio Uri, morto in Libano
Mio caro Uri, sono ormai tre giorni che quasi ogni pensiero comincia con «non». Non verrà, non parleremo, non rideremo. Non ci sarà più questo ragazzo dallo sguardo ironico e dallo straordinario senso dell´umorismo. Non ci sarà il giovane uomo dalla saggezza molto più profonda di quella dei suoi anni, dal sorriso caloroso, dall´appetito sano. Non ci sarà quella rara combinazione di determinazione e delicatezza. Non ci saranno il suo buon senso e l´assennatezza del suo cuore. Non ci sarà l´infinita tenerezza di Uri e la tranquillità con cui placava ogni tempesta, non vedremo insieme i Simpsons o Seinfeld, non ascolteremo con te Johnny Cash e non sentiremo il tuo abbraccio forte e rassicurante.
Missione civile in Libano/ Rapporto finale
Carissimi/e vi invio il report finale della delegazione di pace e vi chiedo di diffonderlo nelle vostre realtà, vi mando anche una sintesi delle richieste che abbiamo fatto come delegazione. Presto vi manderò alcune riflessioni personali su questa esperienza difficile da raccontare solo come cronaca.
IL TERRORISMO RICOMPATTA LOCCIDENTE (di Stefano Olivieri)
Tutti i media ne parlano da ore. Lattacco terrorista sventato in Inghilterra ha velocemente rivoluzionato la scaletta delle news mondiali, mettendo per un giorno in seconda fila linvasione israeliana in Libano. E ha restituito fiducia e baldanza a due premier Tony Blair e George Bush che negli ultimi mesi hanno conosciuto un visibile calo di popolarità nei rispettivi elettorati proprio a causa del terrorismo, o più precisamente del modo scelto per combatterlo.
Missione civile in Libano/ A Beirut sotto le bombe, 1.000.000 di profughi, ospedali colpiti dai missili, tutti civili i feriti ricoverati
Carissimi chiedo di far circolare anche questo, oggi dopo le visite ai campi profughi palestinesi in Beirut dovremmo andare nella zona sud soggetta a continui bombardamenti. Vi facciamo sapere. Saluti Ric
La delegazione delle Ong parte per Damasco. Il giro per arrivare in Libano cambia di ora in ora, dipende da che cosa si trova sulla strada e da come Israele decide di bombardare.
Poco prima di partire apprendiamo che e' stata bombardata una parte della strada che dobbiamo percorrere.
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