Ciocchetti (UDC) - Più mercato per ACEA e si' agli inceneritori
Abbiamo chiesto ai candidati Sindaci di Roma cosa pensano dell'acqua pubblica, della politica ACEA e della questione rifiuti. Luciano Ciocchetti, candidato dell'UDC, ha risposto alle quattro domande preparate dalla redazione di Liblab.
Recentemente l'antitrust ha sanzionato ACEA Spa per violazione delle norme della libera concorrenza. La Holding viene sostanzialmente accusata di aver creato un cartello con la multinazionale francese Suez, con particolare riferimento alla Regione Toscana. Qualora fosse eletto, pensa di rivedere l'alleanza di ACEA Spa con la Suez?
Nel momento in cui un’azienda è quotata in borsa, ha un suo consiglio di amministrazione e si muove in un mercato più aperto, può capitare di incorrere nelle sanzioni dell’antitrust al pari di una qualsiasi società che, suo malgrado, realizzi delle situazioni di monopolio. Le regole debbono ovviamente essere uguali per ogni soggetto chiamato a competere nel mercato, anche se il 51% del capitale azionario dell’ACEA è in mano pubblica, nella fattispecie del Comune di Roma. Troverei più coerente non già rivedere il rapporto di Alleanze tra ACEA e Suez ma quello tra Comune di Roma e ACEA riducendo sensibilmente la maggioranza del capitale azionario detenuto dal Comune di Roma in favore di altri soggetti.
Nel 2007 è stata presentata una proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua. Concorda con il testo di legge?
Entriamo in un discorso molto complesso ; credo che bisognerà valutare attentamente la questione , cercando soluzioni moderate e attuabili,per tutelare un bene che deve essere accessibile a tutti.
ACEA offre senza dubbio un'acqua di ottima qualità nella città di Roma. Ma appena esce dal raccordo sembra che qualcosa non funzioni. In Honduras sta tagliando le utenze dei cittadini "morosi", cioè i più poveri; a Frosinone, nella zona del Vesuviano e in Toscana la politica di ACEA viene contestata duramente da migliaia di cittadini, che spesso hanno visto aumentare le bollette.
Pensa di cambiare la politica di ACEA? Come?
Purtroppo per anni si è trattato il bene dell’acqua come una risorsa illimitata e priva di un corrispondente valore economico, ciò indipendentemente da ogni confine geografico regionale, nazionale o mondiale. Ciò ha fatalmente ancorato il bene acqua alla stessa stregua di un bene economico, anche in Honduras dove l’ACEA è stata chiamata a realizzare l’intero sistema di distribuzione in cambio dello sfruttamento commerciale della rete.
Ciò premesso per l’incontrovertibile valore che il bene acqua rappresenta e per consentire una politica delle tariffe più rispondente ai bisogni dei cittadini, non vi è dubbio che, partendo dagli enti locali allo stato, occorre una politica di investimenti verso le infrastrutture al fine di snellire le società distributrici da costi che non sarebbero in alcun modo remunerati dai ricavi.
Roma e la Regione Lazio - secondo gli ultimi dati APAT - hanno una pessima politica dei rifiuti solidi urbani. Pochissimi vengono riciclati, la maggior parte finisce in discarica. ACEA e AMA, insieme alla Pontina Ambiente di Cerroni, propongono la costruzione di un inceneritore ad Albano. Lei è d'accordo? Qual'è la percentuale di raccolta differenziata che pone come obiettivo da raggiungere entro un anno per la città di Roma?
Sui rifiuti il misero 16% raggiunto dalla raccolta differenziata testimonia il fallimento di Veltroni. E’ ora di sensibilizzare la raccolta differenziata, con campagne di formazione nelle scuole e nei centri di aggregazione popolari per garantire un aumento del 10/15% l’anno. L'altra faccia sono i veti radicali a nuovi impianti tecnologicamente avanzati. E questo vale anche per chi si opponeva alla due linee di gassificazione a Malagrotta. Occorre una risposta di sistema, equilibrata che poi vada a incidere sulla diminuzione delle tariffe ed eviti un'emergenza napoletana. L’incremento della produzione dei rifiuti nella città di Roma è un dato allarmante; pur essendo da un lato indicatore di crescita del PIL regionale e quindi segno positivo da un punto di vista economico, dall’altro lato è il risultato di una serie di interventi che non sono stati mossi da principio della sostenibilità.
A Roma produciamo più rifiuti di quanti ne riusciamo a smaltire. Per fronteggiare tale emergenza è necessario:Rendere autosufficiente il bacino regionale (regionalizzazione della raccolta, della cernita e dello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi) attraverso una politica sovra comunale di carattere regionale in linea con il Piano regionale di gestione dei rifiuti che prevede la “territorializzazione” della Regione in cinque ambiti territoriali denominati ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) che comprendono: Roma, Viterbo, Rieti, Latina e Frosinone.
L’ATO prevede la gestione unitaria e coordinata del sistema integrato di smaltimento dei rifiuti e si basa sul principio di autosufficienza per cui non sono previste importazioni ed esportazioni di rifiuti ad eccezione dei flussi da avviare al riciclaggio e al recupero anche energetico. Sarà necessario massimizzare il recupero di materia e di energia che portino ad un uso della discarica che sia residuale.
Oggi più dell’80% del rifiuto prodotto finisce in discarica. Realizzare interventi che diminuiscano la riduzione dei rifiuti a monte attraverso il controllo dei rifiuti di natura cartacea e dei materiali plastici grazie anche alla ricerca di soluzioni tecnologiche innovative Intervenire a sostegno della raccolta differenziata che raggruppi i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee compresa la frazione organica umida. Si dovrà attuare una maggiore efficacia del sistema consorziale CONAI attraverso la graduale estensione della rete di piattaforme destinate a raccogliere il rifiuto differenziato (isole ecologiche) Partire con la realizzazione di nuovi termovalorizzatori per il recupero energetico e l’incenerimento dei rifiuti entrando nell’ottica che il rifiuto è una “risorsa energetica” che può essere completamente recuperata in termini non soltanto di produzione di energia elettrica ma anche di recupero di calore. Infine, fornire gratuitamente ai Cittadini l’energia elettrica e il calore prodotto attraverso i termovalorizzatori.
