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A Ponteranica il Forum dei Movimenti per l'Acqua per Peppino Impastato, contro tutte le Mafie

Lo striscione nazionale del Forum dei Movimenti per l'Acqua sfila alla manifestazione per Peppino Impastato a Ponteranica

Caro Vanni e cari amici di Ponteranica,

prima di tutto grazie a tutti voi per averci dato la possibilità di partecipare a questa grande Festa civile di libertà e democrazia.

Vedere la serenità composta e forte di tutti, ripeto, di tutti i manifestanti a fronte delle provocazioni a catena che sono arrivate fino allo sfregio del giovane Ulivo appena piantato un anno fa, segato dalla follia razzista il mattino stesso della Manifestazione, è stata una grande pagina di Resistenza civile.

Quanto la forza sia grande nel Movimento anti Mafia e anti Razzismo, se ce ne fosse stato bisogno, lo ha provato l’atteggiamento tenuto di fronte alle provocazioni delle ultime ore.

Il corteo e tutte le fasi pacifiche della Manifestazione sono così assurti a simbolo di quella Pace e di quel metodo non-violento che tanto erano cari a Peppino Impastato. Se i suoi occhi "tra i coralli e le alghe in fondo al mare" ci hanno visto “Re-esistere” insieme in quelle calde ore sotto il sole di Bergamo sono sicuro che si saranno riempiti di un luminoso sorriso.

Il messaggio di Peppino è arrivato forte e chiaro in tutta l'Italia. Anche a quei cittadini che votano Lega o per quei partiti collusi con la Mafia.

Mentre viaggiavo verso le terre bergamasche e guardando quelle case ricche, i giardini con i nanetti e prati perfettamente tenuti avevo l'impressione quasi di toccare il sordo pulsare di una terra e di una parte di quel popolo che sono disperatamente avvinghiati al danè, al benessere materiale come ipotesi finale di ogni felicità. Un mondo proprio per questo chiuso, ostile, pronto a espellere chiunque, straniero o italiano, che in qualche modo sentano diverso da sé. Un mondo retto da un codice sociale autoreferenziale in tanti aspetti proprio simile a quello delle famiglie mafiose di quel Sud da cui ritengono essere tanto lontani per territorio e cultura.

Per certi versi quasi lo specchio del viaggio in Calabria di tanti anni fa quando il 22 ottobre del 1972 migliaia di operai, tanti della Lombardia e del bergamasco, scesero a Reggio per fermare l'eversione fascista.

Allora il movimento operaio e civile scese dal Nord per sostenere la democrazia al Sud. Oggi, ironia della sorte caro sindaco Aldegani, è un martire del Sud che viene al Nord per salvarlo da sé stesso e dalla Mafia…

E' proprio questa chiusura delle coscienze che rende queste popolazioni dell'Italia cosiddetta "ricca" estremamente fragili di fronte all'infiltrazione mafiosa. E' proprio l'assunto culturale di "bastare a sé stessi" che li espone nelle loro piccole civiltà dei campanili padani alla pervasiva potenza disgregatrice della Mafia multinazionale che, guarda caso, elegge a sua volta come assunto tattico proprio quello di iniziare a isolare le persone e le comunità che si oppongono alla sua crescita metastatica nel corpo della società e della democrazia italiana. Per distruggerle subito dopo.

Una tragica convinzione quella leghista e nordista in genere che ”l’autonomia federale possa salvarli”. Quale preda più facile di una comunità che si isola da sola?

Se già oggi la stragrande maggioranza degli investimenti di tutte le Mafie del Sud avvengono nel Nord dell’Italia e del mondo intero, davanti all’irresistibile richiamo dei ”danè“ del riciclaggio mafioso, in queste ore accalcati in massa alle porte dell’Expo di Milano, come resisterà un popolo che appare ormai ripiegato solo sulla conservazione del proprio benessere? Come potrà resistere un popolo che ha al governo uno dei suoi figli cresciuto sotto la tutela di uno stalliere, longa manus di uno dei più potenti capo mafia siciliani?

Questo è il messaggio che bisogna diffondere proprio tra coloro che hanno staccato la targa dedicata a Peppino da un edificio, non a caso, consacrato alla cultura: da soli si muore, insieme si vive.

La sfida che dobbiamo portare a questi pregiudizi ed egoismi è infatti soprattutto culturale prima che politica. Peppino aveva compreso fino in fondo questo passaggio cruciale nella lotta contro la Mafia e per il riscatto della Sicilia. Il suo impegno nell’informazione, nella controinformazione, nell'incontro e scambio continuo con i muratori e i contadini, nell'inventare una radio rappresenta una testimonianza limpida di quanto Lui credesse nella forza della parola e in quella della conoscenza. Nella forza della poesia. Per questo l'hanno ucciso. La Mafia come le società chiuse hanno il terrore della parola e della conoscenza. Uccidono e cercano di cancellare la memoria di chi cerca di portare luce nel buio infernale dell’ignoranza e della sottomissione.

La strada che dovremo fare tutti insieme è molto lunga e difficile, ma il percorso da seguire è illuminato in modo vivido dalla luce di persone come Peppino e di tutte le vittime della Mafia.

In questo percorso noi abbiamo la memoria storica che l'Acqua è stato il primo motore dell'aggregazione mafiosa sul territorio siciliano. La Mafia è stata la prima grande SpA privatizzatrice della storia. La coscienza di questo conflitto mortale all'interno del conflitto più grande del furto dell'Acqua che i cittadini italiani oggi stanno subendo da anni tramite le privatizzazioni “legali”, è sentito da noi con estrema consapevolezza. Non è un caso che i Movimenti per l'Acqua del Sud siano i più attivi e quelli sorretti dal maggior numero di giovani.

Noi diciamo sempre che lottare per l'Acqua Pubblica è lottare per la democrazia. Essere in prima fila nella lotta contro tutte le Mafie è dunque per il Forum dei Movimenti per l'Acqua allo stesso modo una parte cruciale in questa lotta durissima in atto in Italia che con Voi condividiamo.

Ma non solo. Mai come in questi giorni è evidente il peso del tallone delle Mafie anche sui Rifiuti, sull’Aria, sulla Terra e sull’Energia. Oggi pertanto lottare per i tutti Beni Comuni è davvero lottare per la democrazia nei territori e nelle Istituzioni.

Essere presenti a Ponteranica è stato quindi per noi del tutto logico e naturale.

In questa occasione poter sfilare con lo striscione nazionale del Forum dei Movimenti per l’Acqua è stato per noi un atto di forte partecipazione avendo piena coscienza cha anche da Ponteranica passa quella Resistenza civile oggi indispensabile e alla quale tutti siamo chiamati.

Farlo insieme a voi nel nome e nella memoria della testimonianza di Peppino Impastato un onore ed una esperienza indimenticabile.

Per questo saremo ogni anno con Voi , come Voi avete chiesto, fino a quando Peppino, accompagnato dalla città di Ponteranica, tornerà a quel luogo che è o dovrebbe essere di unità civile: la Biblioteca della sua Città. Perché oggi Ponteranica è tutte le città d’Italia, è la città di Peppino e con lui di tutti noi.

Si scrive Acqua, ma si legge Democrazia e lotta a tutte le Mafie del mondo.

A. V.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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