Un ricordo per Alda Merini
Questi sono dettagli umani, dettagli che appartengono a noi che su questi dettagli costruiamo e basiamo la nostra vita terrena. Ma un poeta è diverso, un poeta è colui che porta ‘il trascendente nel quotididano’. Questo è quello che è riuscita a fare Alda nel corso della sua vita, vita volutamente vissuta all’insegna dell’essenzialità.
La sua spiritualità e una vita quasi al limite dell’indigenza, la capacità di entrare e uscire indenne da situazioni difficili ... fa pensare a uno sdoppiamento, alla poesia come fuga o rifugio. Un arcobaleno sul quale galleggiava, chiusa in sé stessa, a guardare l’umanità. Questo grande dono che era la capacità di trasformare una prosaicità in delirio poetico. Poesie leggere, delicate, che raccontano il quotidiano ma quanto sferzanti, come mattoni lanciati sul cuore. Di questo ci ha fatto dono, di questa religiosità nelle piccole cose, di una vana umanità di cui lei faceva parte ma della quale e dalla quale è riuscita, volandoci sopra e mai facendosene afferrare, a trarne suoni, musica, sensazioni, coloriture che ci hanno trafitto di pietà rendendo migliore la nostra vita.
Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Bacio che sopporti il pesodella mia anima brevein te il mondo del mio discorsodiventa suono e paura. Ti aspetto e ogni giorno mi spengo poco per volta e ho dimenticato il tuo volto. Mi chiedono se la mia disperazione sia pari alla tua assenza no, è qualcosa di più:è un gesto di morte fissa che non ti so regalare.
