Simone Weil filosofa e visionaria sempre moderna dopo cent'anni
Quest'anno ricorre il centenario della nascita di Simone Weil, filosofa e visionaria , sorella del celebre matematico Andre'.
Chi era Simone? Una figura speciale e atipica, carismatica e completamente inadatta al suo tempo.
Nata agli albori del Futurismo, tempi in cui, ad esempio, il nostro Marinetti esaltava la guerra, si dedico' agli studi filosofici negli stessi ambienti della contemporanea Simone de Beauvoir, che ne riconobbe subito l'estrema intelligenza, la profondità intellettuale e rivoluzionaria, con uno slancio incredibile contro l'oppressione e la violenza.
Simone aveva un' insanabile, struggente inclinazione verso i vinti, gli sfruttati, la classe operaia che in quel momento era quasi in schiavitu'. Convinta che lo scopo della vita fosse la ricerca della verità in prima persona, effettuata con un percorso attivo e pratico e non solo intellettuale, durante gli anni dell'insegnamento si mescolo' ai disoccupati e al proletariato piu' basso, aiutandoli tangibilmente e difendendo i loro diritti.
In seguito volle condividere la fatica della loro esistenza, licenziandosi dall'insegnamento e facendosi assumere come operaia in una catena di montaggio.
Donna completamente controcorrente, stretta in una solitudine di sentimenti atipici e forse proprio per questo esaltati all'eccesso da un epoca infelice che vedeva prender forma l'ombra hitleriana da lei combattuta e osteggiata, visse un'improbabile, antesignana, affascinante, originale femminilità arruolandosi nell'esercito rivoluzionario spagnolo , militando nelle prime correnti sindacaliste di sinistra, proponendo a uno stupitissimo De Gaulle un avveniristico contingente di donne infermiere e ausiliare. Convinta che si dovesse operare piu' che scrivere o dissertare, lascio' poche opere, di cui il piu' significativo è il geniale saggio "La pesantezza e la grazia".
Negli ultimi anni della sua breve e intensa vita, si avvicinò ad un cristianesimo idealizzato e primitivo che , forse, placo' il suo spirito lieve, lucido e allo stesso tempo visionario, amorevole e pragmatico.
