De Magistris. La gestione dei fondi europei in Calabria, storie di ordinaria corruzione
Il 24 gennaio del 2006 Luigi De Magistris era ancora titolare dell'inchiesta sui fondi europei destinati alla costruzione dei depuratori in Calabria. Fu la prima inchiesta che gli venne sottratta, prima del recente clamore su "Why not".
De Magistris parlò dell'inchiesta in un'audizione presso la Commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Riportiamo integralmente la deposizione - estremamente interessante - che fa luce sulla gestione dei fondi pubblici in Calabria.
Audizione De Magistris - 26 gennaio 2006
Audizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro, Isabella De Angelis, del sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro, Luigi De Magistris, e del procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro, Salvatore Murone.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro, Isabella De Angelis, del sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro, Luigi De Magistris, e del procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro, Salvatore Murone, in merito agli aspetti inerenti ai profili di competenza della Commissione medesima, connessi all'attività del loro ufficio.
In particolare, la Commissione è interessata ad acquisire elementi informativi e valutazioni in ordine ai procedimenti in corso afferenti alle più recenti vicende di illecita gestione e smaltimento dei rifiuti.
Nel rivolgere un saluto ed un ringraziamento per la disponibilità manifestata, darei subito la parola alla dottoressa De Angelis, e successivamente agli altri ospiti, riservando eventuali domande dei colleghi della Commissione in esito al loro intervento.
ISABELLA DE ANGELIS, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. Il procedimento che mi vede direttamente coinvolta e impegnata insieme al collega De Magistris è relativo all'attività svolta dal commissario pro tempore per l'emergenza ambientale in Calabria e, in generale, dalla struttura, soprattutto per quanto attiene ai depuratori, al fine di far fronte a questa emergenza.
Sono stati rilevati - io sono entrata nell'indagine in un secondo momento - alcuni illeciti, con riferimento particolare alla realizzazione di talune opere con modalità non conformi alla legge. Ricordo che gli impianti di depurazione, che hanno interessato tutta la Calabria, sono stati realizzati attraverso l'erogazione di cospicui finanziamenti.
L'attività di indagine configura, in particolare, l'ipotesi di truffa (articolo 640-bis del codice penale), alla luce della mancata realizzazione delle opere a fronte di finanziamenti erogati, o comunque assenza di collaudi, come invece previsto dalla normativa.
L'indagine è sicuramente molto ampia ed è ancora in corso, soprattutto per quanto riguarda la verifica della realizzazione e della gestione delle opere di depurazione, e naturalmente dell'uso del denaro erogato. Questo è un aspetto che abbiamo analizzato.
LUIGI DE MAGISTRIS, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. Sono stato assegnatario sin dall'inizio dell'indagine, che ha preso spunto soprattutto da una serie di denunce pervenute presso l'ufficio del pubblico ministero, prevalentemente da parte di utenti della stagione turistica, quindi persone che avevano potuto constatare uno stato del mare assolutamente avvilente. Anche una serie di supporti fotografici lo dimostravano.
A queste segnalazioni di privati si è aggiunto un lavoro, per la verità molto pregevole, svolto in due bienni dalla sezione regionale di controllo della Corte dei conti, che ha potuto rilevare una serie di irregolarità amministrative, nelle procedure di appalto e di affidamento, nella realizzazione degli impianti. In parte, come ha detto la collega, si tratta di opere in realtà mai collaudate, ma comunque finanziate, in parte di opere mal funzionanti, che hanno determinato uno sperpero molto rilevante di denaro pubblico.
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A seguito di questi input e, in particolare, di notitiae criminis legati alla relazione regionale della Corte dei conti, è cominciata un'attività investigativa abbastanza ampia - delegata sia al Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, sia ad altra polizia giudiziaria, trattandosi anche di reati contro la pubblica amministrazione -, che ha potuto effettivamente riscontrare elementi molto interessanti.
Elementi interessanti sono stati raccolti sotto il profilo del disastro ambientale; abbiamo proceduto innanzitutto a una verifica di tutto il lavoro che era stato svolto in modo atomistico dalle singole stazioni dei Carabinieri (anche dal NOE) a livello regionale, che avevano di volta in volta contestato diverse violazioni contravvenzionali nelle singole procure della Repubblica nei cui circondari avvenivano gli illeciti. Si è cercato di configurare, per quanto riguarda il funzionamento complessivo degli impianti e, quindi, la gestione dell'ufficio del commissario, l'ipotesi del disastro ambientale. Questa scelta è stata avvalorata anche da documentazioni che abbiamo acquisito riguardanti patologie sanitarie, con particolare riferimento alla zona intorno a Catanzaro, che hanno potuto appurare un picco di patologie sopratutto nel periodo estivo.
A questo punto farei un primo distinguo tra filone investigativo della depurazione delle acque e filone investigativo dei rifiuti. Per quanto riguarda la depurazione delle acque, la questione principale attiene soprattutto ad un problema di acque reflue. Non parliamo, quindi, di depurazione di tipo industriale. Come è sicuramente noto alla Commissione, la Calabria non presenta molti impianti industriali, se non nelle zone del crotonese, del reggino e del vibonese; dunque gran parte dell'inquinamento è di tipo organico.
Attraverso una serie di consulenze tecniche stiamo ricostruendo, a nostro avviso in maniera compiuta ed esaustiva, che gli impianti realizzati sono dal punto di vista strutturale inidonei a garantire un adeguato funzionamento, e questo nonostante siano state investite e spese somme ingenti di denaro. Di qui l'ipotesi di truffa.
Sebbene si tratti di un'indagine ovviamente coperta dal segreto investigativo, essendo nella fase delle indagini preliminari, posso sicuramente dire che ci troviamo di fronte anche ad alcune ipotesi di reati più gravi contro la pubblica amministrazione, di corruzione ed altro, che sono al vaglio dell'ufficio per verificare se somme illecitamente erogate o illecitamente acquisite siano poi confluite nelle tasche di pubblici ufficiali o di impiegati collusi o corrotti. Questo è un aspetto particolarmente importante dell'indagine.
Altro aspetto centrale dall'attività investigativa, che attiene sempre al funzionamento e alla gestione dell'ufficio del commissario, è quello relativo ai rifiuti. Su questo ritengo opportuno aprire una parentesi, per rilevare come diverse attività illecite, che noi allo stato riteniamo tali, sono state compiute sia da personale addetto all'ufficio del commissario per l'emergenza ambientale (come sa la Commissione, la struttura è in vigore dalla fine degli anni '90), sia anche da personale addetto all'ufficio dell'assessorato regionale all'ambiente, con particolare riferimento agli anni dal 2000 al 2005 (finora l'attività investigativa si limita a questo periodo).
Abbiamo potuto verificare che molte realizzazioni di opere e molti interventi competevano sia all'ufficio del commissario sia all'assessorato regionale all'ambiente, ed il personale, in alcuni casi, prestava servizio nell'uno e nell'altro ufficio.
L'attività investigativa, sinora, ha potuto verificare illeciti anche per quanto riguarda la situazione dei rifiuti. A tale proposito è opportuno precisare che l'attività dell'ufficio, assegnata a me e alla collega De Angelis, attiene sempre alla realizzazione di impianti, quindi ai finanziamenti dell'ufficio del commissario - ecco perché la competenza della procura della Repubblica di Catanzaro - e non riguarda invece (è intuibile, ma è meglio precisarlo) il funzionamento delle singole discariche dove può esservi un problema di traffico di rifiuti o di gestione. Quest'ultimo attiene alle singole procure territorialmente
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competenti. Ciò che, invece, sta interessando l'ufficio è la condotta di alcuni funzionari, che hanno svolto anche un ruolo apicale all'interno dell'ufficio del commissario, che hanno adottato provvedimenti attualmente oggetto di indagine. Per alcuni di questi, peraltro, abbiamo già potuto verificare la non conformità.
Si è notato che esisteva, da un lato, una certa promiscuità di ruoli, con persone che svolgevano il ruolo di controllori che in alcuni momenti diventavano controllati, e dall'altro un proliferare di società, soprattutto miste pubblico-privato, ma anche non miste, dal 2001 in poi. Tali società recano, nell'oggetto sociale, smaltimento di rifiuti, depurazione o potabilizzazione delle acque. Abbiamo anche verificato che, all'interno delle loro compagini sociali, figurano persone che hanno ricoperto nel passato, o ricoprono ancora, dei ruoli anche all'interno di strutture pubbliche addette al settore di cui stiamo parlando. Questo, in estrema sintesi, è l'oggetto dell'indagine.
PRESIDENTE. Sostanzialmente, controllori e controllati.
LUIGI DE MAGISTRIS, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. In alcuni casi sì. Stiamo verificando se sia conforme a legge o meno la circostanza che persone che ricoprivano un ruolo nell'ufficio del commissario abbiano ricoperto, ad esempio, ruoli apicali come responsabili del procedimento o si siano viste liquidare fatture per lavori espletati nell'interesse di ditte che dovevano realizzare le opere, e via dicendo. Questo è oggetto dell'indagine. Non ci sono ancora conclusioni dell'ufficio, ma la nostra attenzione è ferma anche su questo aspetto.
PRESIDENTE. Sono stati rilevati collegamenti con la criminalità organizzata?
LUIGI DE MAGISTRIS, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. È una domanda opportuna, che mi permette di specificare che io e la collega De Angelis facciamo parte della procura ordinaria, quindi ci occupiamo, rispettivamente, di reati contro la pubblica amministrazione e contro il patrimonio. Allo stato, dunque, non ci sono aspetti che tirano in ballo la criminalità organizzata, altrimenti avremmo informato il procuratore della Repubblica, per le determinazioni di sua competenza.
PRESIDENTE. Mi sa dire, se può farlo - a meno che non ritenga di segretare l'audizione -, quali sono i soggetti finanziatori?
LUIGI DE MAGISTRIS, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. Soggetti finanziatori?
PRESIDENTE. Mi spiego meglio. Da dove venivano le risorse per queste opere? A chi erano affidate? Avete individuato un percorso di malversazione?
LUIGI DE MAGISTRIS, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. Per quanto riguarda le risorse, si tratta di finanziamenti di tipo comunitario. Ricordo che la Calabria è regione che rientra nell'obiettivo 1. Abbiamo potuto verificare che, nel momento in cui ci sono state difficoltà nel reperimento di fondi da parte dell'ufficio del commissario - colui che ha gestito la maggioranza dei fondi e che poteva intervenire anche con ordinanze di protezione civile, superando le normative più rigorose e affidando in modo diretto l'assegnazione delle gare -, si è fatto anche ricorso, in materia ambientale, ai finanziamenti POP, nell'ambito dell'obiettivo 1, gestiti dall'assessorato regionale all'ambiente. L'erogazione, dunque, avveniva dalla regione Calabria, attraverso l'assessorato regionale, e in particolare dall'ufficio del commissario. Si sta verificando, altresì, l'erogazione delle risorse che andavano sostanzialmente alle società alle quali venivano affidate le opere con affidamento diretto, con trattativa privata oppure, in alcuni casi...
PRESIDENTE. Aziende locali o aziende di rilievo nazionale?
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LUIGI DE MAGISTRIS, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. Le risponderò non appena avrò completato questo discorso, che considero importante. In alcuni casi, come dicevo, abbiamo potuto verificare - anche questo è oggetto di indagine - che l'affidamento delle opere avveniva attraverso una sorta di estrazione presso lo studio di un notaio in Catanzaro, sempre lo stesso. Uno dei punti dell'indagine è proprio la verifica della correttezza delle procedure di estrazione a sorte.
Per quanto riguarda le società coinvolte, possiamo dire che si tratta non di società esclusivamente calabresi, ma di società che hanno operato in Italia e anche all'estero. Ad esempio, una società che ha un ruolo importante nella nostra attività investigativa, la Pianimpianti, oltre ad avere dei soci tedeschi, risulta aver svolto anche attività all'estero.
PRESIDENTE. Devo dire che un profilo che ha sempre interessato questa Commissione è la storia delle società miste, che sono apparse, in una certa stagione, come la soluzione di ogni problema del privato e del pubblico, mettendo mirabilmente insieme l'efficienza dell'uno e dell'altro. Nelle società miste vi sono, nella compagine societaria, soggetti che tuttora rivestono ruoli all'interno dell'assessorato, in regione o nel commissariato?
LUIGI DE MAGISTRIS, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. Stando alle verifiche in corso, sicuramente in certi momenti è accaduto che alcune persone facevano parte sia delle società in questione, sia di questi uffici pubblici. Ovviamente, dato che le società coinvolte sono circa 40-50, proprio in questo periodo stiamo svolgendo un monitoraggio, persona fisica per persona fisica, per verificare i collegamenti diretti o indiretti con persone che hanno ricoperto o ricoprono un ruolo all'interno degli uffici che lei ha citato. Posso dire, tuttavia, già con cognizione di causa, che si sono verificati episodi di persone che fanno parte di compagini sociali e ricoprono o hanno ricoperto ruoli importanti all'interno dell'ufficio del commissario e/o dell'assessorato regionale all'ambiente.
PRESIDENTE. Avete rilevato interessi anche di politici nazionali in queste vicende?
LUIGI DE MAGISTRIS, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. Si tratta di aspetti coperti da segreto, come ho detto prima.
PRESIDENTE. Propongo di procedere in seduta segreta. Non essendovi obiezioni, dispongo la disattivazione del circuito audiovisivo interno.
(La Commissione procede in seduta segreta).
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori in seduta pubblica. Dispongo la riattivazione del circuito audiovisivo interno.
Una delle sollecitazioni frequenti di questa Commissione è che il regime commissariale alimenta le emergenze. In base alla valutazione dei fatti sui quali state indagando, può il regime commissariale essere causa di una serie di vicende che state verificando?
LUIGI DE MAGISTRIS, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. Questo richiede una riflessione che, probabilmente, va al di là del lavoro del magistrato. Si tratta di una riflessione di carattere generale.
PRESIDENTE. Tenga presente, però, che il vostro è un osservatorio ovviamente privilegiato. In questo senso si spiega la mia richiesta.
LUIGI DE MAGISTRIS, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. Ed io rispondo molto volentieri, perché sicuramente si tratta di una domanda che stimola una riflessione di questo tipo.
Il problema è come vengono effettivamente e concretamente gestiti gli strumenti
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che lo Stato mette a disposizione. Credo che l'intenzione fosse assolutamente positiva, quando questo sistema è stato adottato, perché esso poteva consentire, in tempi rapidi, di superare delle difficoltà operative, attraverso l'affidamento diretto, attraverso una selezione immediata delle società che dovevano operare, al fine di accelerare i tempi e risolvere il problema del disastro ambientale.
Ricordo che questo tema si affrontò anche quando fui sentito dalla Commissione, nel 1998. Abbiamo verificato che questo tipo di normazione introduce, qualora vi siano comportamenti devianti, una maggiore facilità nel consumare illeciti, perché ovviamente la scelta di una ditta può diventare molto semplice, in assenza di un circuito di trasparenza e di affidabilità.
A questo riguardo, a dire il vero, un ottimo lavoro lo ha svolto, nell'ambito delle sue competenze, la Corte dei conti, che ha individuato, da un punto di vista contabile-amministrativo, quali sono i gangli...
PRESIDENTE. Forse anche i tempi lunghi del regime commissariale...
LUIGI DE MAGISTRIS, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. In Calabria, effettivamente, i tempi sono stati molti lunghi. Il regime commissariale è iniziato, mi pare, nel 1998, ed ha investito, tra l'altro, più giunte di diverso orientamento politico. Mi sembra che i problemi, sostanzialmente, siano stati sempre gli stessi.
Come diceva giustamente il procuratore Murone, la situazione ambientale e del mare, sotto il profilo della depurazione delle acque, è stata sempre piuttosto grave, tant'è che i procedimenti si sono più volte susseguiti.
PRESIDENTE. Non essendovi ulteriori sollecitazioni, ringrazio la dottoressa De Angelis, il dottor De Magistris e il dottor Murone non solo per la cortesia di essere stati qui, ma soprattutto per le utili indicazioni che ci hanno offerto, che sono elemento importante per le valutazioni finali di questa Commissione.
Dichiaro conclusa l'audizione.
La seduta termina alle 14,45.
