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	<title>Libero Laboratorio</title>
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	<description>Notizie inMovimento</description>
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		<title>Il gelo dello Sviluppo italiano uccide 40 persone</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wallace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I morti per l&#8217;ondata di freddo in Europa testimoniano l&#8217;assoluto degrado sociale ed ambientale del Belpaese. La mappa pubblicata da Le Monde delle temperature in relazione ai morti testimonia come l&#8217;Italia non abbia saputo, ne&#8217; voluto proteggere i piu&#8217; deboli ed emarginati in questa emergenza climatica. Da noi muoiono 40 persone quasi come in tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/02/1640557_5_de3a_la-vague-de-froid-a-fait-plusieurs-centaines-de_70dacae632e4e505d88ff44f3b11cf78.jpg"><img class="alignleft  wp-image-730" title="1640557_5_de3a_la-vague-de-froid-a-fait-plusieurs-centaines-de_70dacae632e4e505d88ff44f3b11cf78" src="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/02/1640557_5_de3a_la-vague-de-froid-a-fait-plusieurs-centaines-de_70dacae632e4e505d88ff44f3b11cf78-150x150.jpg" alt="" width="142" height="142" /></a>I morti per l&#8217;ondata di freddo in Europa testimoniano l&#8217;assoluto degrado sociale ed ambientale del Belpaese. La mappa pubblicata da Le Monde delle temperature in relazione ai morti testimonia come l&#8217;Italia non abbia saputo, ne&#8217; voluto proteggere i piu&#8217; deboli ed emarginati in questa emergenza climatica. Da noi muoiono 40 persone quasi come in tutta l&#8217;immensa gelida Russia dove nello stesso periodo ne sono decedute solo 46.  Mentre il sindaco di Monza rifiuta i soldi per rinnovare un quartiere ad alta densita&#8217; di immigrati &#8220;perche&#8217; il garantire giuste condizioni di vita richiamerebbe altri migranti&#8221;. Ancora una volta si evidenzia la differenza che intercorre tra lo sviluppo auspicato dal Sistema, per cui si devono fare sacrifici lacrime e sangue e vita da parte dei piu&#8217; poveri per risollevare il dio Mercato,  e dall&#8217;altra il Progresso che dovrebbe consentire al nostro Paese, se non di prevenire tali emergenze climatiche, almeno di limitarne i danni sulle persone dando riparo e accoglienza a chi non puo&#8217; permettersi una casa riscaldata e confortevole.</p>
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		<title>Appello dell&#8217;Università e della Ricerca a Monti sulla TAV Torino-Lione</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 13:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wallace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari universitari e ricercatori sottoponiamo per vostra eventuale firma l&#8217;Appello Notav che sarà sottoposto a Monti la prossima settimana, praticamente una copia di quello che firmaste a luglio per Napolitano&#8230; rimasto senza risposta. Ma ora ci sono già oltre 300 adesioni accademiche. Grazie La Redazione _______________________________________________________________________________ Cari colleghi ed amici,  vi scriviamo questo messaggio per sottoporre alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/02/Diapositiva1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-725" title="Diapositiva1" src="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/02/Diapositiva1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Cari universitari e ricercatori sottoponiamo per vostra eventuale firma l&#8217;Appello Notav che sarà sottoposto a Monti la prossima settimana, praticamente una copia di quello che firmaste a luglio per Napolitano&#8230; rimasto senza risposta.<br />
Ma ora ci sono già oltre 300 adesioni accademiche.<br />
Grazie</p>
<p>La Redazione<br />
_______________________________________________________________________________</p>
<p>Cari colleghi ed amici,  vi scriviamo questo messaggio per sottoporre alla vostra attenzione e possibile adesione un appello al Presidente del Consiglio, Prof. Mario Monti, in merito alla opportunitï¿œ della linea di alta velocità ferroviaria Torino-Lione. Analogo invito è stato già inviato a un largo numero di colleghi e professionisti, con competenze tali da poter effettivamente valutare almeno una parte degli aspetti in discussione. Lo inviamo anche a voi che avete già sottoscritto il precedente appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.</p>
<p>Il testo dell&#8217;appello, preparato congiuntamente da Sergio Ulgiati, Ivan Cicconi, Luca Mercalli e Marco Ponti, mira a favorire un ripensamento su tale progetto, che sempre più appare privo di giustificazioni economiche, energetiche o ambientali, ma soprattutto appare privo di effettiva domanda da parte di potenziali utenti. In un momento così difficile per l&#8217;economia del nostro paese, investire dai 20 ai 30 miliardi di euro &#8211; l&#8217;equivalente della manovra economica in corso &#8211; sembra effettivamente una scelta quanto meno discutibile.Crediamo che la comunità scientifica cui apparteniamo non possa esimersi dall&#8217;esprimere il proprio parere. Ovviamente, trattandosi di materia opinabile, sono degni di attenzione e rispetto sia interventi a favore che interventi contro, purchè tale dibattito finalmente si svolga e sia aperto e trasparente, al di là della segretezza imposta da appalti e subappalti. </p>
<p>Vi chiediamo pertanto di dedicare un po&#8217; del vostro tempo alla lettura dell&#8217;appello sul sito <a href="http://www.notav.eu/modules.php?name=ePetitions&amp;op=more_info&amp;ePetitionId=1">notav.eu</a>, che gentilmente ospita il testo in questione, e della relativa documentazione scientifica nazionale e internazionale (<a href="http://www.lalica.net/Appello_a_Monti">www.lalica.net/Appello_a_Monti</a>).  Se deciderete di aderire, potrete segnalare il vostro consenso attraverso il sito stesso, che poi vi chiederà conferma definitiva attraverso un messaggio in posta elettronica. Se lo riterrete opportuno, vi chiediamo di diffondere questo invito ad altri colleghi potenzialmente interessati.  I potenziali firmatari dovrebbero appartenere alle seguenti categorie: docenti e ricercatori universitari, ricercatori in Centri di Ricerca pubblici e privati, professionisti tecnici ed economici. Ciascun sottoscrittore dovrà dichiarare accanto al suo nome la Professione e l&#8217;Istituzione di appartenenza. La lista dei nominativi e i relativi riferimenti istituzionali verranno resi noti solo attraverso il testo finale dell&#8217;appello. Gli indirizzi di posta elettronica non verrano resi noti in alcun modo.</p>
<p>L&#8217;Appello sarà consegnato personalmente al destinatario corredato di tutte le firme. Avendo già aderito anche cittadini non appartenenti alle sopracitate categorie, ma non per questo meno degni di considerazione, correderemo l&#8217;appello con i due gruppi di firme, che potete fin d&#8217;ora consultare sul sito sopraindicato.</p>
<p>Vi ringraziamo per l&#8217;attenzione e vi salutiamo con amicizia, Sergio Ulgiati e Luca Mercalli<br />
Luca Mercalli / President and Editor in Chief Società Meteorologica Italiana onlus / Nimbus journal Castello Borello &#8211; 10053 Bussoleno &#8211; Italy</p>
<p><a href="http://www.nimbus.it">www.nimbus.it</a> &#8211; <a href="mailto:info@nimbus.itSMI">info@nimbus.itSMI</a> is member of European Meteorological Society</p>
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		<title>Forum Sociale Tematico di Rio de Janeiro</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 22:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel mese di giugno 2012, Rio de Janeiro diventerà la capitale mondiale dell&#8217;ecologia, 20 anni dopo lo storico vertice mondiale del 1992, che segnò il consolidarsi del concetto di sviluppo sostenibile. In questi 20 anni, noi non siamo arrivati, neanche lontanamente, a raggiungere gli obiettivi concordati  a Rio riguardo all&#8217;accesso universale all&#8217;acqua. D&#8217;altro canto, l&#8217;alternativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/02/FST-bis1.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-721" title="FST bis" src="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/02/FST-bis1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel mese di giugno 2012, Rio de Janeiro diventerà la capitale mondiale dell&#8217;ecologia, 20 anni dopo lo storico vertice mondiale del 1992, che segnò il consolidarsi del concetto di sviluppo sostenibile. In questi 20 anni, noi non siamo arrivati, neanche lontanamente, a raggiungere gli obiettivi concordati  a Rio riguardo all&#8217;accesso universale all&#8217;acqua. D&#8217;altro canto, l&#8217;alternativa della privatizzazione (o di partenariati pubblico-privati = PPP) dell&#8217;acqua potabile e servizi igienico-sanitari, presentata negli anni 90 come soluzione per accelerare l&#8217;accesso all&#8217;acqua, si è rilevata inadeguata a risolvere un problema che richiede investimenti pubblici e un&#8217;amministrazione  che sia nell&#8217;interesse pubblico (non quello finanziario), con controllo sociale e democratico. Abbiamo osservato che negli anni passati le crisi sociali ed ecologiche si sono accentuate e la preoccupazione per la mancanza di accesso all&#8217;acqua potabile è cresciuta sia in termini di quantità che di qualità, secondo quanto stabilito dai criteri riconosciuti dalla risoluzione ONU, riguardante il diritto all&#8217;acqua e servizi igienico-sanitari, queste sono grandi cause di mortalità soprattutto per i bambini nei nostri paesi poveri.<br />
Vogliamo promuovere una cultura dell&#8217; &#8220;acqua è vita&#8221;, che enfatizzi i suoi valori etici, gli aspetti culturali, sacri, simbolici alla visione cosmica tradizionale ed originale delle persone. Noi affermiamo che difendere il diritto all&#8217;acqua è un veivolo fondamentale per l&#8217;unione dei movimenti sociali. Esprimiamo la nostra repulsione per tutte le forme di appropriazione ingiusta dell&#8217;acqua, di uso industriale ed agricolo, a scapito della sua libera circolazione per nutrire le popolazioni. Esprimiamo anche  la nostra preoccupazione per quanto riguarda I conflitti in essere e potenziali tra persone causati dal controllo dell&#8217;acqua a discapito dei poveri.<br />
Evidenziamo anche i crescenti livelli di inquinamento dei mari e degli oceani provenienti dalla contaminazione dei fiumi e dallo scarico incontrollato della nostra immondizia e fognature. In questo senso, respingiamo i processi di desalinizzazione dell&#8217;acqua di mare che non rispettino principi di precauzione e che siano  ambietalmente insostenibili<br />
Chi siamo<br />
Nell&#8217;attività di preparazione delle strategie ed eventi per RIO+20, le reti coinvolte nel movimento globale  per il diritto all&#8217;acqua come bene comune,  le reti ecologiche, I sindacati e le unioni dei lavoratori, accademici, giovani, popolazioni indigeni, comunità di discendenza afro, movimenti delle donne ed altri movimenti sociali si sono riuniti nel GT (gruppo di lavoro) ACQUA,  creato nella dinamica del FORUM SOCIALE TEMATICO e collegato al Comitato di facilitazione della società civile di RIO+20<br />
Contro le proposte dominanti inviate a UNCSD e le sintesi del progetto Zero che esprime la visione dominante che è prevalente nelle istituzioni economiche da decenni, esprimiamo una visione critica sul concetto di mercificazione dell&#8217;economia verde e siamo contrari alla mercificazione dell&#8217;acqua e a tutte le forme di privatizzazione dell&#8217;elemento vitale. Lottiamo contro le profonde diseguaglianze sociali, economiche e  culturali che producono la scarsità sociale d&#8217;acqua. Consideriamo l&#8217; acqua come un bene comune che è essenziale per la vita, che è all&#8217;origine dei sistemi etici e culturali delle popolazioni e respingiamo le soluzioni di mercato proposte dall&#8217;economia verde. Proponiamo l&#8217;adozione di politiche locali, nazionali, regionali ed internazionali, che garantiscano il DIRITTO UNIVERSALE ALL&#8217;ACQUA E AI SERVIZI IGIENICO SANITARI, attraverso la conservazione della risorsa alla sua origine, razionalizzandone l&#8217;uso e distribuendola in base ai principi di equità sociale.<br />
Sfide e strategie<br />
- Lotta contro il finanziamento privato degli investimenti nel settore idrico, e, di conseguenza,     lotta per una reinvenzione delle forme di finanziamento pubblico, con lo scopo di emancipare      Comunità e  istituzioni pubbliche dalla dipendenza dal capitale privato.<br />
    Lotta contro la privatizzazione dell&#8217;acqua e contro le concessioni che utilizzano risorse pubbliche per finanziare compagnie private nel settore dell&#8217;acqua.<br />
    Passare ai raggi x e analizzare lo Zero draft dell&#8217; UNCSD con l&#8217;obiettivo di capire i capitoli e paragrafi che sono importanti sulla tematica dell&#8217;acqua, identificando i soggetti coinvolti nel processi ufficiali dei grandi gruooi e commissioni nazionali.<br />
    Sensibilizzare ed amplificare la conoscenza su questo tema insieme alla societa&#8217; civile internazionale, attraverso campagne ed azioni create per puntare agli obiettivi  comuni per RIO+20<br />
    Lotta per l&#8217;accesso alla informazione e per la libera comunicazione, istruzione e cittadinanza per quanto riguarda i temi dell&#8217;acqua<br />
    Controllo sociale e partecipazione per quanto riguarda il bene comune dell&#8217;acqua in senso largo<br />
    Lotta per il diritto all&#8217;acqua e ai servizi igienico-sanitari e lotta per un ambiete sostenibile, raggiunto attraverso sistemi di armonizzazione delle politiche pubbliche nella gestione dei beni comuni (acqua, terra, aria). Tutte le mancanze “sociali” di acqua urtano contro I principi della vita e dell&#8217;umanita&#8217; e sono basate su modelli  egemonoci capitalisti.</p>
<p>Proposte per l&#8217;azione e campagne<br />
- Campagna internazionale informativa sull&#8217;offensiva del privato e del mercato sull&#8217;acqua, che si svolge oggi in vari paesi del mondo, al fine di non farla diventare un segno e un via per una nuova colonizzazione economica, itrinseca ai meccanismi dell&#8217;economia verde privato . La campagna deve combattere I meccanismi di mercato ed elaborare un motto che realizzi un collegamento tra  diritti umani, acqua, energia e nutrizione (alimentazione/cibo).<br />
- Creazione di un gruppo di analisi del draft zero e che segua le  negoziazione e le commissioni preparatorie intersessioni del  UNCSD<br />
- Creazioni di un gruppo di analisi sulla finanziazione dell<br />
    Proposte di manifestazioni culturali ed artistiche, esposizione e film,  mobilitatori.<br />
    Proposta di uno spazio unificato di lavoro, mobilitazione  e dibattiti ai summit popolari pe la giustizia sociale ed ambientale, che sara&#8217; chiamato PAVILLION DELL&#8217;ACQUA e che sara&#8217; coerente con le proposte di sostenibilita&#8217; definite dal gruppo di lavoro.<br />
    Unificare gli sforzi al fine di rendere possibile  il finanziamento e la logistica delle azioni proposte,  principalmente al fine di rendere visibile lo spazio proposto e garantire la presenza dei rappresentanti e delle reti ed istituzioni dei paesi provenienti da Africa, Asia, America Latina, che non dispongani di mezzi personali per finanziare I loro viaggi e presenze a RIO de Janeiro.<br />
    Proposta di RAMPEDRE – Report internazionale online sul diritto all&#8217;acqua<br />
    Proposta di patto pubblico sull&#8217;acqua<br />
    Diffusioni di progetti  di partnerships di pubblico-comunita&#8217;<br />
Appello<br />
Invitiamo tutti i cittadini e le istituzioni che sono consapevoli della necessità di lavorare sui temi dell&#8217;acqua ad abbracciare l&#8217;Agenda di acqua in Rio + 20 e partecipare al gruppo di lavoro acqua, una rete di organizzazioni e di volontari che stanno proponendo temi di discussione, forum ed eventi sull&#8217;acqua nel processo che portera&#8217; Rio + 20 e al summir del  popolo per la giustizia ambientale e sociale.<br />
Le attività preparatorie saranno proposte durante il mese di marzo, intorno allo spazio creato al FAME (Forum alternativo mondiale dell&#8217;acqua) a Marsiglia e con la pianificazione di eventi e mobilitazioni in diversi luoghi e spazi che porteranno al summit dei popoli. Noi crediamo che solo con una società civile forte e organizzata possiamo stimolare e influenzare un dibattito pubblico in difesa del diritto universale all&#8217;acqua, dell&#8217;acqua come bene comune dell&#8217;umanità e sviluppare proposte per una cultura etica e politica dell&#8217;acqua.</p>
<p>di  andre.abreu@france-libertes.fr</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
www.dialogos2012.org</p>
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		<title>L&#8217;inganno di Riano</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 21:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Cerroni]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Il giorno 27 gennaio 2012 a Riano arrivano i tecnici della Regione Lazio e del Prefetto di Roma per prendere possesso dei terreni destinati a ricevere i rifiuti di Roma. La popolazione era pronta per una resistenza pacifica. Arriva la proposta della politica: oggi non occupiamo nulla e non firmiamo nulla. In verità la storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno 27 gennaio 2012 a Riano arrivano i tecnici della Regione Lazio e del Prefetto di Roma per prendere possesso dei terreni destinati a ricevere i rifiuti di Roma.<br />
La popolazione era pronta per una resistenza pacifica. Arriva la proposta della politica: oggi non occupiamo nulla e non firmiamo nulla. In verità la storia è ben diversa.</p>
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/hucSo1-YBVk?version=3&amp;wmode=transparent" width="560" height="340" title="YouTube video player" style="background-color:#000;display:block;margin-bottom:0;max-width:100%;" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><p style="font-size:11px;margin-top:0;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hucSo1-YBVk" target="_blank" title="Watch on YouTube">Watch this video on YouTube</a>.</p>
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		<title>Val di Susa, trenta arresti</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 06:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Breaking news]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Gip di Torino ha emesso un&#8217;ordinanza di custodia cautelare nei confronti di trenta attivisti del movimento No Tav. La polizia sta eseguendo in queste ore gli arresti in tutta Italia. L&#8217;accusa, secondo quanto riferisce l&#8217;agenzia Ansa, rigaurderebbe gi scontri in Val di Susa del 3 luglio scorso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Gip di Torino ha emesso un&#8217;ordinanza di custodia cautelare nei confronti di trenta attivisti del movimento No Tav. La polizia sta eseguendo in queste ore gli arresti in tutta Italia.<br />
L&#8217;accusa, secondo quanto riferisce l&#8217;agenzia Ansa, rigaurderebbe gi scontri in Val di Susa del 3 luglio scorso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brasile, la polizia di San Paolo cerca la strage</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 22:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste ore la Polizia militare dello stato di Sao Paulo, in Brasile, sta circondando e radendo al suolo la comunità di Pinheirinho, nel comune di São José dos Campos, a 97 chilometri dalla capitale. Gli elicotteri stanno lanciando spray urticante, i militari stanno sparando ad altezza d&#8217;uomo pallottole di gomma. Le prime fotografie di quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In queste ore la Polizia militare dello stato di Sao Paulo, in Brasile, sta circondando e radendo al suolo la comunità di Pinheirinho, nel comune di São José dos Campos, a 97 chilometri dalla capitale. Gli elicotteri stanno lanciando spray urticante, i militari stanno sparando ad altezza d&#8217;uomo pallottole di gomma. Le prime fotografie di quella che potrebbe diventare una vera e propria strage stanno arrivando con difficoltà. La zona è senza elettricità ed isolata da diverse ore.</p>
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/hK2Z0D0iGe0?version=3&amp;wmode=transparent" width="560" height="340" title="Attacco della polizia di Sao Paulo agli abitanti di Pinheirinho" style="background-color:#000;display:block;margin-bottom:0;max-width:100%;" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><p style="font-size:11px;margin-top:0;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hK2Z0D0iGe0" target="_blank" title="Watch on YouTube">Watch this video on YouTube</a>.</p>
<p>La zona appartiene ad una azienda ormai fallita, la Selecta dell&#8217;imprenditore  Naji Nahas. Secondo fonti giornalistiche brasiliane, Nahas avrebbe accumulato un debito di 15 milioni di reali con il comune di São José dos Campos. Dal una comunità di 6000 persone ha costruito qui la propria casa, in una città dove il costo delle abitazioni è altissimo. La proprietà ha chiesto lo sgombero, ma &#8211; secondo le prime informazioni raccolte da Liblab &#8211; il giudice di Sao Paulo aveva disposto la sospensione dell&#8217;intervento della polizia.</p>

<a href='http://www.liblab.it/sao-paulo-strage/fav5/' title='fav5'><img width="150" height="150" src="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/01/fav5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="fav5" title="fav5" /></a>
<a href='http://www.liblab.it/sao-paulo-strage/fav4/' title='fav4'><img width="150" height="150" src="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/01/fav4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="fonte: diarioliberdade.org" title="fav4" /></a>
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<p>Le foto sono tratte da diversi siti internet brasiliani e sono di Roosevelt Cássio/O VALE</p>
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		<title>La cultura e Pulcinella contro lo sfruttamento spot di Marchionne</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 17:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wallace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno spot sulla nuova Panda che e&#8217; un vero e proprio &#8220;manifesto&#8221; del liberismo all&#8217;italiana in salsa Marchionne. La cultura del cibo, dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;arte individuale costruita dal basso contrapposto alla &#8220;cultura della grande impresa e del fare&#8221; imposta dall&#8217;alto. Con una domanda ad imperativo categorico ossessivo: tu da che parte stai? La dimostrazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/01/Slide11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-684" title="Slide1" src="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/01/Slide11-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Uno <a href="http://video.unita.it/media/Cronaca/Spot_Panda_in_anteprima_web_3912.html">spot </a>sulla nuova Panda che e&#8217; un vero e proprio &#8220;manifesto&#8221; del liberismo all&#8217;italiana in salsa Marchionne. La cultura del cibo, dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;arte individuale costruita dal basso contrapposto alla &#8220;cultura della grande impresa e del fare&#8221; imposta dall&#8217;alto. Con una domanda ad imperativo categorico ossessivo: tu da che parte stai?</p>
<p>La dimostrazione di ignoranza della FIAT e del suo AD e&#8217; talmente colossale da sembrare impossibile a credersi. Non ci aspettiamo che legga queste nostre poche righe, ma intanto, almeno per chi non e&#8217; intossicato dalla stessa malattia dello sviluppo infinito torinese, sara&#8217; interessante soffermarsi un attimo sulle maschere e su questa napoletana in particolare.</p>
<p>Inconsciamente Marchionne ha identificato perfettamente in Pulcinella&#8230; chi resiste al potere e al sopruso con l&#8217;ironia e lo sberleffo. Senza sapere che e&#8217; quell&#8217;arte e proprio quel sapere profondo del popolo napoleteno e del popolo povero ed emarginato italiano che gli consente di identificare perfettamente da &#8220;quale parte stare&#8221; come chiede la pubblicita&#8217; FIAT. Arte e parte che, tra l&#8217;altro, scorrono anche nel sangue dei designer FIAT come pure , anche se solo al 50%, sotto il maglione in cachemire dell&#8217;italo canadese sig.Marchionne. L&#8217;AD FIAT ha dichiarato tante volte che che il centro Direzionale sarebbe rimasto in Italia, quando invece ormai e&#8217; migrato in USA. Ha spergiurato che le fabbriche importanti sarebbero rimaste in Italia, quando ormai gran parte della produzione e&#8217; stata spostata all&#8217;estero chiudendo fabbriche sane e redditizie come l&#8217;IRIS di Avellino.</p>
<p>Affari segreti o meglio bugie. Anche lui Pulcinella?</p>
<p>Forse non conosce la famosa <strong>filastrocca su Pulcinella</strong>? Da bambini ci veniva insegnata questa spiritosa canzoncina: <em>&lt;&lt;Pulcinella aveva un gallo, tutto il giorno vi andava a cavallo, con la briglia e con la sella. Viva il galletto di Pulcinella! Pulcinella aveva un gatto, tutto il giorno saltava da matto, suonando una campanella. Viva il gattino di Pulcinella!&gt;&gt;.</p>
<p></em><strong>Chi è Pulcinella?</strong></p>
<p>Ebbene Pulcinella è una <strong>maschera</strong> nata a <a href="http://www.portanapoli.com/Ita/Napoli/napoli.html"><strong>Napoli</strong></a>, durante la seconda metà del Cinquecento, quando ci fu l’avvento della <strong>Commedia dell’Arte</strong>, e fu inventata dall’attore <strong>Silvio Fiorillo, </strong>ma va comunque precisato che essa presenta origini molto lontane; ossia secondo studi approfonditi la maschera risale ai secoli remoti dell’epoca latina. Difatti il nostro Pulcinella ci richiama alla memoria i personaggi delle <em><strong>fabulae atellanae,</strong> </em>specie la maschera di <strong><em>Macco </em></strong>(dal latino<em> Maccus </em>che significa<em> <strong>Sciocco </strong></em>e indica una persona <em>“stupida”, </em>o meglio un “<em>servo ottuso e deforme”</em>) e <em><strong>Dosseno</strong> </em>(dal latino<em> Dossennus </em>che significa <strong><em>Gobbo </em></strong>e indica una persona<em> “astuta”</em>, “<em>furba”</em>, un<em> “vecchio avaro”</em>).<br />
I napoletani amano denominare affettuosamente la loro maschera <strong><em>“Pulicinella”,</em></strong> e questo appellativo ci rimanda ancora una volta ad una voce volgare latina <em>“pullicinellus”, </em>che fa pensare ad un <em>“personaggio fisso”</em> latino, proposto da Orazio nella sua opera le <em>Satire</em>; stiamo parlando di <em>Cicirrus,</em> il quale significa <em>“Galletto”</em>. Dai suoi antenati latini, la nostra maschera partenopea, ha ereditato proprio la caratteristica della gobba, il naso appuntito e l’atteggiamento goffo, popolano e grossolano. Quindi si può ben dire che Pulcinella è di origine campana ed atellana, e le suddette maschere atellane prendono il nome dalla città campana di Atella, la quale in antichità era situata in una zona territoriale che oggi corrisponde, grosso modo, alle attuali province di Napoli e Caserta, per cui un tempo Atella si trovava in prossimità di Capua. Comunque non bisogna soffermarsi solo sulle <strong>origini di Pulcinella</strong>, ma anche sul significato del suo nome. Secondo alcuni studiosi di linguistica il nome Pulcinella lo si deve associare a <em>“pulcinello</em>” cioè piccolo pulcino con naso adunco, mentre secondo altri la maschera fu così chiamata dai napoletani perché prese il nome da un teatrante buffone seicentesco di Acerra, <em>“Puccio d’Aniello”, </em>che faceva parte di una Compagnia teatrale di guitti, ovvero di una compagnia di giro.</p>
<p>Pulcinella indossa un camicione bianco con larghi pantaloni bianchi, ha un cinturone nero in vita, il ventre sporgente, scarpette nere, un cappuccio bianco in testa e una grossa maschera al viso che lascia scoperta sola la bocca; ha un naso ricurvo, le rughe sulla fronte e un espressione al quanto inquietante. Egli è un servo furbo e pigro, ha una tonalità di voce stridula e acuta, cammina in maniera goffa, gesticola in modo eccessivo, tanto che quando deve mostrare la sua gioia, lo fa in maniera plateale e senza risparmiare le sue energie vitali comincia a saltellare, danzare, cantare, gridare, ecc. Ama vivere alla giornata sfruttando la sua astuzia, difatti è pronto a girovagare tutto il giorno per i vicoli e i quartieri di Napoli e ad adeguarsi a qualsiasi situazione che l’occasione richiede: ora è un abile impostore ora un ladro, ora un ciarlatano oppure un povero affamato o un ricco prepotente, ecc. È spontaneo, semplice, simpatico, divertente, chiacchierone, dispettoso, avventuriero, generoso, malinconico, credulone, combattivo e inaffidabile.</p>
<p>La <strong>maschera di Pulcinella</strong> ha un significato non solo storico, artistico e culturale, ma soprattutto sociale, o meglio di denuncia sociale. Metaforicamente quindi la maschera simboleggia la plebe napoletana che stanca degli abusi e delle umiliazioni ricevute dalla cinica classe alto–media borghese, si ribella a questi disumani potenti, che hanno fatto di tutto per rendere nel corso dei secoli una vita dura e avversa al popolo partenopeo. Quindi Pulcinella essendo l’anima del popolo minuto rispecchia la voglia di rivincita di quest’ultimo. Con la sua ironia e con la sua forza si burla del potere sottolineando la sua volontà di vivere e superare gli ostacoli. Pulcinella non conosce confini , è una maschera conosciuta anche oltre oceano, visto che durante il corso dei secoli molti teatranti italiani essendo stati costretti ad espatriare per cercare fortuna altrove, hanno diffuso questo <em>“personaggio fisso”</em> in varie nazioni; ecco che in Francia nasce <em><strong>Polichinelle,</strong> </em>in Germania <em><strong>Kaspar,</strong> </em>in Inghilterra<em> <strong>Punch,</strong> </em>e così via.</p>
<p>Ma al gran teatro della Vita sono in molti a recitare in maschera la verita&#8217; sul palco  e pochi a raccontare il falso in pullover in platea. Qualcuno un giorno potrebbe decidere di scendere dal palco e arrivare fino ai palazzi del potere. E non come in un film o in uno spot&#8230;</p>
<p>Fonte storica: http://www.portanapoli.com/Ita/Teatro/pulcinella.html</p>
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		<title>La Francia prepara la tavola della grand bouffe del Forum Mondiale dell&#8217;Acqua a Marsiglia</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 23:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wallace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Il 13 dicembre 2011 la Commissione Affari Esteri, coordinata da Lionnel Luca, ha consegnato all&#8217;Assemblea dei deputati un rapporto molto interessante sulla &#8220;Geopolitica dell&#8217;acqua&#8221;. Questa inchiesta, nata nel 2010 grazie all&#8217;interesse del deputato Jean Glavany, esamina in modo accurato ttti gli aspetti della risorsa acuqa sul pinao dei rapporti tra stati e arriva a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/01/Slide21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-677" title="Slide2" src="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/01/Slide21-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>  Il 13 dicembre 2011 la Commissione Affari Esteri, coordinata da Lionnel Luca, ha consegnato all&#8217;Assemblea dei deputati un <a href="http://www.assemblee-nationale.fr/13/rap-info/i4070.asp">rapporto </a>molto interessante sulla &#8220;Geopolitica dell&#8217;acqua&#8221;<em>. </em>Questa inchiesta, nata nel 2010 grazie all&#8217;interesse del deputato Jean Glavany, esamina in modo accurato ttti gli aspetti della risorsa acuqa sul pinao dei rapporti tra stati e arriva a coniare un neologismo &#8220;l&#8217;idrodiplomazia&#8221; per segnalare come molti comprtamenti degli stati sovrani e molte scelte politiche siano oggi fortemente influenzate dal tentativo di controllar ele risorse idriche regionali.<em></em></p>
<p>In particolar eil rapporto esamina la situazione di esclusione dall&#8217;acuqa dei plaestinesi d aparte degli israeliani notando come Tel Aviv sul tema dell&#8217;acqua abbia instaurato un vero e prorpio  regime di apartheid. Dichiarazioni che hanno provocato le proteste del <a href="http://www.lemonde.fr/sujet/0aef/ygal-palmor.html" target="_blank">Ygal Palmo</a> portavoce del Ministro degli Affari Esteri istraeliano.</p>
<p>Un altro sito di particolare conflitto segnalato dal rapporto e&#8217; quello che riguarda l&#8221;Asia centrale e in particolare l&#8217;internazionalizzazione conflittuale delle questioni dell&#8217;acqua e dlel&#8217;energia in tutta l&#8217;area del lago di Aral dove il peso degli interessi sovietici schiaccia le esigenze delle poplazioni locali kazache e uzbeche.</p>
<p>Il report si prolunga poi sui ruoli e sulle competenze dei vari attori internazionali della politca dell&#8217;acqua  con una serie di dati e mappe ricche di informazioni di ogni genere e sui possibili scenari prossimi venturi se continuano le attuali poliche di prelievo senza regole delle acque superficiali e di quelle profonde. Grande rielievo viene dato inotre al probelmam dell aperdita di grandi quantita&#8217; d&#8217;acqua per l&#8217;inquinamento e dunque della necessita assoluta di avviare politiche di riuso dell&#8217;acqua in ogni settore. Viene anche preso n considerazione un futuro mercato virtuale dell&#8217;acqua, ulteriore finanziarizzazione di questo bene gia&#8217;  oggetto di tanti juke bonds in questa lunga crisi della finazna mondiale.</p>
<p>Il finale  pero&#8217; e&#8217; molto fragile in quanto, al di la&#8217; della citazione obbligatoria del prossimo Forum di Marsiglia e nel totale silenzio del Controforum, per concludere si prospetta che il consumo dell&#8217;acqua in eccesso e l&#8217;inquinamento possano essere regolati puntando solo e soprattutto sulla tariffa. Viene detto che la scala organizzativa deve essere quella del bacino idrogeografico, ma con la specificazione che si deve trattare di un bacini di crinale. Situazione di area gestionale su cui gravano molte incertezze giurdiche a livello internazionale per le molteplicita&#8217; e diversita&#8217; delle dottrine in materia.</p>
<p>In conclusione tutto il Report e&#8217; dedicato in sostanza alle politche internazionali e alle problematiche di gestioni di bacino con un conclusione che  letteralemente auspica&#8230;</p>
<p>&#8220;L<em>es solutions à la crise de l’eau sont nécessairement plurielles et reposent sur trois piliers : diversité, progressivité et solidarité. Un certain nombre de pistes envisagées dans ce rapport et récapitulées ci-après, peuvent permettre de faciliter leur élaboration et leur mise en œuvre. Aux risques des guerres de l’eau, doivent se substituer des guerres contre la misère, l’insalubrité et l’absurdité.&#8221;</em></p>
<p>Ma in tutto l&#8217;impianto del Report non c&#8217;e&#8217; traccia di quel diritto inalienabile che e&#8217; il controllo diretto dei cittadini della gestione dell&#8217;acqua come se questo Bene Comune potesse esssere solo pertinenza di pochi al comando della Nazioni e delle Multinazionali. Come dire che tutto questo e&#8217; gia&#8217; noto essendo stato gia&#8217; espresso dalle Multinazionali al Forum di Istanbul dove chi specula sull&#8217;Acqua e&#8217; arrivato a sostenere che l&#8217;acqua e&#8217; si&#8217; un Bene Comne, ma che la gestione &#8220;deve&#8221; restare privata. E&#8217; un idem sentire che si riconosce in questo rceentissimo Report francese in salsa Sarko&#8217;, interessante &#8220;apro&#8221; francese per intuire quali saranno i tavoli su cui si giocheranno le ricche abbuffate dei nuovi equilibri di potere sull&#8217;Acqau delle Nazioni e delle Multinazionali a marzo a Marsiglia.</p>
<p>Il Movimento e&#8217; avvisato. Dopo il &#8220;Bene Comune&#8221; di Istanbul le Multinazionali si preparano a diffondere il verbo della &#8220;diversita&#8217;, progressivita&#8217; e soldiarieta&#8221;&#8221; come se fosse la stessa cosa di quel &#8220;Liberté, Égalité, Fraternité&#8221; che in nome dell&#8217;Acqua centinaia di migliaia di attivisti di questo Bene Comune rivendicheranno in nome dei piu&#8217; deboli ed oppressi del mondo. Assetati di acqua e di giustizia sociale.</p>
<p><em><strong><a name="P1725_700698"></a></strong><br />
</em></p>
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		<title>Acqua: il governo scende dai Monti e cede al mare di proteste dei Comitati</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 20:49:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La grande liberalizzazione liberista d&#8217;imperio dell&#8217;Acqua non si fara&#8217;. Il governo Monti nel decreto di legge emesso oggi ha stralciato dall&#8217;art. 26 (pag. 34) il divieto di gestione dei servizi di interesse economico generale tramite enti di diritto pubblico. La forte impronta liberista del decreto resta, ma l&#8217;acqua, grazie alla mobilitazione di migiliaia di attivisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La grande liberalizzazione liberista d&#8217;imperio dell&#8217;Acqua non si fara&#8217;. Il governo Monti nel <a href="www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/attachments/Decreto_liberalizzazioni_20-01-12.pdf">decreto di legge</a> emesso oggi ha stralciato dall&#8217;art. 26 (pag. 34) il divieto di gestione dei servizi di interesse economico generale tramite enti di diritto pubblico. La forte impronta liberista del decreto resta, ma l&#8217;acqua, grazie alla mobilitazione di migiliaia di attivisti in tutta Italia non e&#8217; stata riprivatizzata ope legis. Ora bisogna che il Parlamento apra la discussione sulla Legge di iniziativa popolare depositata dai Comitati ed inizi da li&#8217; la costruzione di una nuova legislazione per la gestione pubblica dell&#8217;acqua nel rispetto del Referendum<a href="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/01/monti-acqua-2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-670" title="monti-acqua-2" src="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/01/monti-acqua-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>.</p>
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		<title>Il costo dell&#8217;acqua &#8220;potabile&#8221; aumenta ma l&#8217;amianto è gratis</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 16:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“L’unica dose di amianto accettabile è quella uguale a zero” (Wells &#8211; Congresso dell&#8217;Accademia delle Scienze di New York nel 1965). Nel 1999 per primi abbiamo sollevato in Italia il problema dell’amianto nell’acqua distribuita per fini potabili a Bologna. Da allora, grazie ad un abile strategia messa in campo dai cosiddetti “decisori” , fondata su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>L’unica dose di amianto accettabile è quella uguale a zero</em>” (Wells &#8211; Congresso dell&#8217;Accademia delle Scienze di New York nel 1965).</p>
<p><a href="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/01/tubo6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-656" title="tubo6" src="http://www.liblab.it/wp-content/uploads/2012/01/tubo6-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Nel 1999 per primi abbiamo sollevato in Italia il problema dell’amianto nell’acqua distribuita per fini potabili a Bologna. Da allora, grazie ad un abile strategia messa in campo dai cosiddetti “decisori” , fondata su ipnosi, rimozione ed evitamento del confronto scientifico, la situazione è ancora tutta da risolvere.</p>
<p>Coerentemente con il nostro impegno ultradecennale torniamo sull’argomento per notificare ai cittadini residenti a Bologna che la ricerca di amianto ha dato esito “positivo” in due campioni su circa trenta.</p>
<p>I campionamenti ”positivi” riguardano i punti idi prelievo di via Spadini 15-17il 3.2.2011 e di via Guardasonni il 27.9.2011 che sono risultati positivi, a fasi alterne, anche in passato; nel 2011 la quantità stimata nel corso del monitoraggio sia per l’uno che per l’altro sito oscilla attorno alle 759 ff/litro. Anche questa volta, nonostante le accese discussioni avute a Reggio Emilia in un convegno del marzo 2011, non sappiamo di che tipo di amianto si tratti (se crisotilo a anfibolo); all’Ausl spiegare per quale motivo, ancora una volta, non si dispone di questo dato nonostante la sua importanza dal punto di vista sanitario ed epidemiologico.</p>
<p>In questi anni abbiamo ascoltato le argomentazioni di che ha sostenuto la irrilevanza del problema ed il dialogo non si è mai svolto in maniera adeguata e negli ambiti istituzionali vicini ai decisori”. Mai , neppure, una udienza conoscitiva in regione o in comune su questo argomento specifico.</p>
<p>Dobbiamo dunque brevemente ripercorrere i luoghi comuni dell’atteggiamento di minimizzazione:</p>
<ol>
<li>l’amianto è innocuo per via digestiva; questa affermazione è stata fatta di recente da una funzionaria della Ausl in un incontro pubblico a Monteveglio nel mese di dicembre, affermazione non condivisibile in quanto contraddetta non solo da numerosissime indagini epidemiologiche ma anche da posizioni ufficiali della Iarc, della Regione E-R , recentemente dell’UE con la direttiva amianto del 2009 e di numerosi altri enti istituzionali; non intendiamo certamente mettere a tacere eventuali dubbi o negarne a priori la fondatezza ma ci pare anche ogni dubbio, dal punto di vista delle decisioni pratiche da assumere, sia ampiamente superato dalla logica del “principio di precauzione”; si veda ,comunque, il successivo punto 3); m per chiudere la questione dell’impatto dell’amianto sull’apparato gastroenterico va segnalata l’indagine di Brandi ed altri condotta a Bologna e pubblicata nel 2008 che evidenzia in 18 casi di tumore delle vie biliari su 55 una esposizione ad amianto (in tre casi di tipo occupazionale/respiratoria, in <strong>15 casi di origine alimentare</strong> , anche se legata non ad acquedotti dinamici ma a riserve d’acqua più stantie (obiettivamente più pericolose);</li>
<li>l’amianto non si stacca dalle tubazioni; d’accordo, ma infatti il problema sono non le condizioni ordinarie ma le fasi, peraltro frequentissime, di lesioni delle tubazio9ni; cosa succede infatti tra l’inizio della fessurazione ed il momento in cui il danno si scopre perché il tubo si è rotto ed ha creato per strada il solito “fontanazzo”?</li>
<li>sempre legato al tema della via (digestiva) di penetrazione dell’amianto c’è la constatazione (Istituto superiore di sanità, 1990 ) secondo cui l’amianto delle tubazioni dell’acqua potabile contribuisce anche all’inquinamento (indoor) delle abitazioni; va sottolineato che in E-R nelle donne, mentre il numero dei mesoteliomi della pleura è la metà del numero di quelli che colpiscono gli uomini, per quel che riguarda i mesoteliomi peritoneali i numeri quasi si equivalgono; è un dato epidemiologico che deve essere approfondito ma non si può escluder l’ipotesi di una maggiore esposizione domestica delle donne rispetto ad una esposizione occupazionale che è sempre stata maggiore per gli uomini;</li>
<li>l’amianto riscontrato “è poco”; la comunità scientifica è unanime nel disconoscere l’inesistenza i una soglia di sicurezza per i cancerogeni; qualora vi fossero residui dubbi ci soccorre il “principio di precauzione”; in realtà l’amianto disperso dalle reti non è “poco”,, infatti per avere una valutazione effettiva del rischio bisognerebbe valutare in microscopia elettronica a trasmissione e occorrerebbe campionare nei siti più a rischio che sono, come rari dati confermano, quelli della provincia e della pianura piuttosto che quelli della città</li>
</ol>
<p>Le nostre proposte:</p>
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<li><strong>la rete va bonificata immediatamente ;</strong> il consiglio comunale di Reggio Emilia l’anno scorso ha votato alla unanimità una mozione per l’’avvio della bonifica a partire dal 2012; Reggio Emilia che pure è una città con una presenza di amianto quantitativamente meno rilevante che Bologna (circa 300 km.contro 1650 circa); se Reggio Emilia si da un programma di bonifica Bologna rimuove il problema (psicologicamente, piuttosto che,come si dovrebbe,materialmente); i costi a suo tempo stimati da Hera sono di circa <strong>250 milioni di euro</strong>; vengano reperiti e si distribuisca ai cittadini una acqua senza amianto;</li>
<li>continuare i campionamenti ha senso solo in questa prospettiva di bonifica ma ha senso se la mappa dei campionamenti e le metodiche analitiche vengono modificata;</li>
<li><strong>la strategia di bonifica deve essere estesa a tutta Italia, all’Europa, a tutto il mondo;</strong> oltretutto la enormità dei rifiuti che emergeranno pone l’esigenza di programmare anche gli smaltimenti.</li>
<li><strong>Chiediamo l’immediata convocazione di una udienza conoscitiva in comune ed in regione;</strong></li>
<li><strong>Chiediamo al istituzione di un tavolo tecnico con a partecipazione di istituzioni ed associazioni ambientaliste e di utenti.</strong></li>
</ol>
<p>Presenteremo venerdì prossimo un esposto contro Hera per distribuzione di acque potenzialmente nocive per la salute. Esposti precedenti sono stati,evidentemente, “archiviati”, ma riteniamo, nel rispetto della autonomia della Magistratura, che ciò potrebbe attribuito all’essersi affidati a consulenti che sono incappati in uno dei “luoghi comuni” che la comunità scientifica rigetta.</p>
<p>di Dr. Vito Totire</p>
<p>Presidente Aea &#8211; Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute</p>
<p>- Pubblicato su  Salute Pubblica</p>
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